GSA “Lite” – 40km in due ore e mezza

Stamattina me ne sono uscito di casa con molto comodo (10.30) e con l’idea di pedalare fino all’una, in concomitanza con un picnic convocato nell’area di Tor Fiscale. Non sapendo bene come riempire queste due ore e mezza e non volendo tornare sui soliti percorsi tra Appia Antica, Caffarella e Parco degli Acquedotti, mi è venuto in mente il GSA (peraltro da poco ripercorso). Unico problema la lunghezza: il giro del GSA sviluppa in media una cinquantina di km, troppi per pensare di arrivare puntuale a concluderlo per l’una… ma se fosse stato possibile accorciarlo?

Mentre mi avviavo per la via immediatamente più breve (incidentalmente il solito percorso casa-ufficio), la mia testa ha iniziato un lavoro di “taglia&cuci” per montare insieme tutte le tratte più brevi dell’anello sfruttando varianti fin qui mai percorse (principalmente per far spazio a passaggi più belli ed interessanti). Quello messo insieme è risultato un anello sui 40km, compatibile con una percorrenza senza soste ad un passo “allegro”.

Il primo “tratto inedito” del tracciato mi ha portato per via Grotte di Gregna fino al parco lineare sottostante l’A24, e da lì al tratto finale di Ciclabile Togliatti tagliando per intero il passaggio nei giardini dietro il quartiere di Colli Aniene.

Molto più avanti, arrivato all’incrocio di via Salaria ho optato per evitare il passaggio dentro Villa Ada, ritenendo più veloce, seppur potenzialmente più lunga, la direttrice Ciclabile della Moschea + Auditorium + Ponte della Musica. La scelta non si è rivelata felice per via di diversi problemi.

Per tutto il tratto fino a via Maresciallo Pilsudski la pista ciclabile risulta invasa per metà della sua sezione da rovi. Nessun problema a pedalare da soli, ma continua necessità di rallentare e contrattare il passaggio quando ci si trovi ad incrociare altri ciclisti, o gruppi di ciclisti, o podisti. Inoltre tutto il tratto su via Maresciallo Pilsudski risultava impraticabile perché occupato da un mercatino antiquario (mentre il viale stesso risultava occupato da un ingorgo di automobili).

Superato il ponte della musica e fino all’immissione sulla banchina si incrociavano maratoneti della corsa “Race for the Cure”, inconveniente estemporaneo e, dato l’orario, non drammatico (restava ormai solo la coda della corsa). Il tratto sulla banchina è stato piacevolmente speso a zigzagare tra decine e decine di ciclisti “della domenica”, coronamento di un sogno e di battaglie di molti anni addietro.

L’ultimo e più drastico taglio è consistito nell’uscire dalla ciclabile all’Isola Tiberina e percorrere per intero la direttissima Circo Massimo – Caracalla – Appia Antica fino al Quo Vadis. Anche in questo caso l’allestimento degli stand della “Race for the Cure” mi ha impedito di percorrere all’interno il Circo Massimo.

In conclusione 40km percorsi in due ore e mezza esatte, ed arrivo puntualissimo all’appuntamento (dove ho atteso circa mezz’ora che si presentassero gli altri convenuti). Purtroppo non ho socializzato molto: ero sfinito… il “si può fare” intuito in partenza non teneva conto della prostrazione fisica che avrei sofferto all’arrivo. 🙂

Per chi fosse interessato/a, la traccia per ripercorrere questa versione “Lite” è scaricabile a questo link (oltreché sul sito MapMyRide linkato all’immagine iniziale).

Il percorso “Lite” sarà inserito nel file del GSA al prossimo aggiornamento.

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3 thoughts on “GSA “Lite” – 40km in due ore e mezza

    • Ho dato un’occhiata all’anello. In pratica la tua idea è di raccordare le ciclabili per mezzo della viabilità esistente anziché sfruttando i parchi come fa il G.S.A. (che può anche aver senso se si usa una bici stradale, o di notte).
      Rispetto ai parchi, la scelta bastata sulla viabilità esistente è olto più ampia e per certi versi arbitraria. Io stesso, muovendomi su determinate direttrici (p.e. Quadraro-Ostiense) non sempre scelgo di fare le stesse strade, ma modifico i miei percorsi in base al traffico, o alla luce ambiente, o ai sensi unici delle strade (quasi mai il percorso fatto “ad andare” è lo stesso di quello fatto “a tornare”). Il B.R.A. a quanto ho capito, è unidirezionale.

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