Guida all’uso

Tempo addietro, quando cominciai a concepire il tracciato del G.S.A. – Grande Sentiero Anulare, mi posi il problema di come rendere massimamente fruibili le informazioni sul percorso, in modo che chiunque potesse percorrerlo in autonomia.

Non avrebbe potuto essere una semplice mappa perché non avrebbe dato conto dei passaggi nascosti, non avrebbe potuto essere una semplice descrizione scritta (ovviamente), non avrebbe potuto essere un semplice video o elenco di fotografie perché il paesaggio cambia nel corso degli anni, non avrebbe potuto essere una semplice traccia GPS perché all’epoca (ed ancor oggi) tali dispositivi non sono universalmente diffusi e/o utilizzati.

La scelta cadde quindi su un software gratuito e liberamente scaricabile di visualizzazione bi/tridimensionale, interfacciato con mappe satellitari georeferenziate disponibili via internet, dal nome di GoogleEarth. Tale era il mio entusiasmo per un siffatto strumento da farmi completamente sottovalutare il “digital divide” e la diffidenza istintiva di molti per queste “diavolerie informatiche” che tanto spesso, invece di semplificarci la vita, riescono solo a complicarla.

Cercherò di “mettere una toppa” al problema con questa mini-guida, confidando che al termine della lettura in molti siano invogliati a metter mano in prima persona allo strumento stesso e, se possibile, a contribuire al progetto mediante la tracciatura di ulteriori “sentieri urbani”.

GoogleEarth, cosa è e come funziona

GoogleEarth è un software sviluppato e distribuito da Google che integra in un planisfero 3D virtuale mappe satellitari ed informazioni di vario tipo. Si può scaricare gratuitamente dall’apposito sito ed una volta installato ed avviato mostrerà una schermata di questo tipo (cliccare sulle immagini per visualizzarle ingrandite).

Il planisfero può essere navigato facilmente per mezzo del mouse, zoomando con l’apposita rotella centrale o coi comandi integrati nella finestra di visualizzazione (nell’angolo in alto a destra). Pochi colpi di “rotella” e saremo sulla verticale del centro di Roma, ad esempio sopra al Colosseo.

Il cursore sulla finestra di visualizzazione assume la forma di una manina, e consente di “afferrare” (tenendo premuto il tasto sx del mouse) e trascinare (muovendo il mouse) l’immagine mostrata. Il tasto centrale (la rotella) ha la doppia funzione di zoom (se ruotata) e di variazione dell’inclinazione della vista e dell’angolo azimutale se premuta e contemporaneamente mosso il mouse (la vista può essere quindi riorientata semplicemente cliccando sulla piccola “N” (nord) nell’anello in alto a destra)

Il G.S.A. su GoogleEarth, cosa è e come funziona

Una volta che Google Earth è installato sul computer si può scaricare il file del GSA:

http://dl.dropbox.com/u/630897/GSA/GSAopen.kmz

Una volta completato il download questo dovrebbe aprirsi ed automaticamente ri-centrarsi nella finestra di visualizzazione, più o meno in questo modo:

(n.b.: allo stato attuale parte del materiale presente nelle precedenti versioni è stato rimosso, inclusi i tracciati delle varianti all’anello base, i percorsi “in sviluppo”, i contributi esterni e le tracce registrate)

Le due finestre a sinistra, nell’interfaccia, consentono di selezionare cosa visualizzare e cosa no. In quella “Livelli”, più in basso, conviene togliere tutte le spunte per evitare che la finestra si riempa di informazioni spesso inutili (potremo esplorare queste opzioni più in là, quando avremo preso confidenza col programma).

Il file del G.S.A. sarà invece visualizzato nella cartella “Luoghi” all’interno di una sottocartella “Luoghi temporanei” dove vengono collocate le informazioni scaricate dalla rete. Il file può essere salvato nella cartella “I miei luoghi” (per evitare di doverlo ogni volta ri-scaricare) col menu contestuale (tasto destro del mouse) o al momento della chiusura del programma, quando apparirà una finestra a chiederci cosa fare dei file contenuti nella cartella “Luoghi temporanei”.

Ora possiamo zoomare sulla mappa ed andare a visualizzare i singoli passaggi del tracciato con una precisione inferiore al metro. N.b.: per evitare che la vista si inclini ogni volta che ci avviciniamo al suolo converrà disabilitare, anche solo temporaneamente, l’inclinazione automatica, selezionando nel menu Strumenti > Opzioni > Navigazione la spunta su: “Non inclinare automaticamente durante lo zoom”.

A questo punto andando a zoomare sul tracciato potremo vedere esattamente dove passare. P.e.: nell’illustrazione seguente vediamo il passaggio sul ponte Palatino (chiamato anche, dai romani, ponte “all’inglese”) in prossimità dell’isola Tiberina. Qui è evidente che il tracciato viaggia sul marciapiede sul lato opposto all’isola (dove è presente una pista ciclopedonale) ed è altresì evidenziata la modalità corretta di attraversamento della strada (a piedi ed utilizzando le strisce pedonali).

Il tipo di icona utilizzata indica se l’informazione è relativa ad:

  • un tratto da percorrere in sella alla bici
  • un punto dove sia preferibile scendere dalla bici e portarla a mano
  • un passaggio pericoloso
  • un sito turisticamente interessante

I segnaposti sovrapposti al percorso contengono dei “ballon” informativi che possono essere attivati con un click, e riportare informazioni utili.

Inoltre, i segnaposti che contengono l’indicazione “(fare doppio click sull’icona per passare in modalità Street-View)” possiedono una ulteriore funzionalità: facendo un doppio click sul segnaposto stesso si visualizza la scena al livello del suolo, così da capire meglio quale sarà la situazione a cui ci troveremo di fronte (n.b.: Google ha mandato in giro per mezzo mondo automobili attrezzate di fotocamere per ripresa a 360° per offrirci questa opzione… ma ovviamente non sono arrivati fin dentro i parchi).

Con un doppio click sull’icona di cui sopra si otterrà questa visualizzazione dell’attraversamento pedonale segnalato come “da effettuarsi bici a mano” (l’opzione “Street View” è disponibile su tutti i segnaposti per i quali ci sono immagini da Google)

Il pulsante “Esci da Street View” consente di tornare alla visualizzazione in pianta (immagini aeree), anche se sarà quasi sempre necessario ripristinare la verticale e l’orientamento della mappa usando i comandi del pannellino in alto a destra (quello con l’occhio al centro…).

Ora che abbiamo preso confidenza con la navigazione del tracciato e l’utilizzo del programma possiamo scoprire le informazioni aggiuntive abilitando nella finestra “Luoghi” i livelli (cartelle) che di default non vengono visualizzati.

Questa parte ospita materiali aggiuntivi, nel dettaglio le due tracciature del GRAB (“Classic” e “Reverse”, a seconda se si voglia percorrere in senso antiorario oppure orario) e la traccia del GSA-XL, la versione “extra-large” da 80km.

È inoltre presente la rete di metropolitane e ferrovie urbane comprensiva delle stazioni sulle quali, negli orari e nei termini previsti, è possibile caricare e trasportare le biciclette (ci sono anche dei “balloon” visualizzabili cliccando sulle tracce). Questa rete si integra a quella dei tracciati consentendo di sviluppare dei percorsi ibridi bici+treno o per raggiungere i punti di partenza nelle diverse riproposizioni del giro.

Conclusioni

Questa guida descrive lo stato di avanzamento del “progetto G.S.A.” a dicembre 2015, non è escluso che le schermate, di qui a qualche mese, non rispondano più esattamente a quanto integrato nel file. Cercherò di tenere aggiornata questa mini-guida per quanto mi sarà possibile, ma credo che l’essenziale per comprendere ed utilizzare lo strumento ci sia già. Se questa guida vi è stata utile fatemelo sapere nei commenti… 😉

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5 thoughts on “Guida all’uso

  1. Pingback: Guida all’uso e percorsi in mtb | Grande Sentiero Anulare

  2. Sei un mito ed insieme a te tutti quelli che contribuiscono al progetto…abito a Roma Sud e anche io conosco e sono in continua ricerca di percorsi urbani e sub-urbani lontani dallo smog. Vorrei integrare alcuni itinerari mtb nel parco Decima-Malafede, posso suggerirti di inserire nella guida un capitolo che spiega “Come contribuire”?

    Paolo.

    • Giustissimo. Era una cosa che mi ripromettevo di fare, ma non ho ancora definito un metodo adeguato (tutti quelli che mi sono venuti in mente fin qui sono discretamente farragginosi…)
      Ora mi spremo le meningi e provo a venirne a capo. 🙂

  3. Pingback: Pedalare nel verde all'interno di Roma su un anello di 50km

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